Protesta degli agricoltori

Agricoltori di Coldiretti Varese in piazza a Strasburgo contro il Mercosur

Coldiretti Varese critica la gestione della Commissione Europea e chiede maggiori controlli per la salvaguardia dell'agricoltura europea.

Agricoltori di Coldiretti Varese in piazza a Strasburgo contro il Mercosur

Agricoltori della Coldiretti Varese si sono radunati a Strasburgo per esprimere il loro dissenso riguardo all’accordo di libero scambio con il Sud America, noto come Mercosur.

Protesta per la sicurezza alimentare

La richiesta di Coldiretti è chiara: fermare le importazioni sleali di prodotti alimentari che non rispettano gli standard europei e che mettono in pericolo la salute dei consumatori e il reddito degli agricoltori. È fondamentale che le stesse norme che regolano le aziende agricole europee siano applicate anche ai prodotti in arrivo da altri Paesi. Attualmente, solo il 3% delle merci viene verificato fisicamente nei porti e alle frontiere, evidenziando la necessità di un aumento dei controlli.

Il corteo, composto da oltre mille agricoltori e guidato dal Presidente Ettore Prandini e dal Segretario Generale Vincenzo Gesmundo, ha visto la partecipazione di agricoltori francesi della Fnsea e una delegazione dal Varesotto e dalla Lombardia, inclusi il presidente e il direttore di Coldiretti Lombardia, Gianfranco Comincioli e Giovanni Benedetti.

Le dichiarazioni del presidente Colombo

“Coldiretti è a Strasburgo per chiedere un cambiamento nelle politiche europee a favore della nostra agricoltura”, afferma Pietro Luca Colombo, presidente di Coldiretti Varese. “Agli agricoltori europei è richiesto di produrre cibo di qualità per la salute dei consumatori e dell’ambiente: esigiamo quindi reciprocità per i prodotti che entrano nell’Unione Europea, affinché rispettino le nostre stesse regole”.

Coldiretti Varese denuncia la deriva autocratica e ideologica della Commissione Europea, guidata da Ursula Von der Leyen, che sta compromettendo l’agricoltura europea e mettendo a rischio la sovranità alimentare del continente. La Commissione ha il compito di proteggere le produzioni europee e la sicurezza alimentare. Se non garantisce subito reciprocità e controlli nel commercio internazionale, Von der Leyen dovrebbe lasciare il suo incarico.

Secondo Coldiretti, la Commissione ha trasformato l’agricoltura in un laboratorio ideologico, imponendo costi e vincoli alle imprese europee e favorendo la concorrenza sleale globale.

Coldiretti richiede inoltre maggiore trasparenza, con l’adozione dell’origine obbligatoria in etichetta per tutti i prodotti e l’eliminazione del codice doganale dell’ultima trasformazione, che inganna i consumatori.

Problematiche nei controlli sui prodotti importati

Il negoziato sul Mercosur rappresenta un esempio delle problematiche della Commissione: un accordo volto a importare prodotti senza reciprocità e senza controlli sanitari e ambientali, aprendo la strada a futuri trattati potenzialmente dannosi per l’agricoltura europea.

Coldiretti ha annunciato che la mobilitazione continuerà finché la Commissione non abbandonerà le sue politiche dannose e non ripristinerà un contesto politico e commerciale che tuteli agricoltura, cittadini e sovranità alimentare europea.

“Proseguiamo la nostra protesta per garantire trasparenza”, ha affermato Ettore Prandini, presidente di Coldiretti. “Vogliamo assicurare che i prodotti importati rispettino le stesse regole delle nostre imprese, un principio valido per il Mercosur e per tutti gli accordi futuri. La nostra battaglia continuerà in ogni sede fino a ottenere chiarezza dalla Commissione europea”.

“Siamo qui per chiedere che tutti i prodotti importati in Europa, in particolare in Italia, siano completamente tracciabili”, ha dichiarato Vincenzo Gesmundo, segretario generale di Coldiretti. “Abbiamo documentato nel porto di Rotterdam l’arrivo di prodotti inaccettabili. È essenziale che si attui un controllo rigoroso sulla qualità e sulla salubrità delle merci importate. Non possiamo permettere che vengano utilizzati fitofarmaci e sostanze vietate in Europa da oltre quarant’anni”.