Il caso di cascina colombara

Minacce di morte da un uomo in baracca: un caso che scuote Saronno

L'individuo, già sgomberato in più occasioni, continua a perseguitare una donna del quartiere

Minacce di morte da un uomo in baracca: un caso che scuote Saronno

La situazione della baracca abusiva a Cascina Colombara, a Saronno, e del migrante irregolare Mustafà, che minaccia e aggredisce i residenti, ha attirato l’attenzione a livello nazionale dopo la trasmissione del servizio di «Fuori dal coro», condotto dal giornalista Mario Giordano su Rete 4.

Minacce e aggressioni: la denuncia della vittima

Il caso si prepara a entrare in Parlamento grazie all’iniziativa del deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato, vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali, che ha annunciato la presentazione di un’interrogazione urgente.

Alessandra Zampa, 53enne di Saronno, ha raccontato davanti alle telecamere di Mediaset la sua terribile esperienza: è stata aggredita e minacciata di morte con un’ascia. Ha espresso la sua angoscia, dichiarando:

«Ho paura a uscire di casa da sola e per questo non lo faccio più. Sono certa che, se resterà qui, prima o poi mi ucciderà. Non vuole che esca con il mio cane nero, che per lui è simbolo del diavolo, e non vuole vedermi senza velo». Ha aggiunto: «È pazzo, quando mi vede fa un gesto violento alla gola, minacciandomi di sgozzarmi».

Reazioni e dichiarazioni ufficiali

Le telecamere di Rete 4 hanno anche visitato la baracca, dove Mustafà si è presentato con fierezza, affermando: «Se vuole vivere mi deve lasciare in pace». Ha poi iniziato a pregare e a lanciare insulti contro le donne, citando il Corano, prima di urlare contro il giornalista presente: «Ti devi calmare, fratello». La troupe si è recata in municipio per ottenere chiarimenti sulla situazione, intervistando la sindaca Ilaria Pagani e il comandante della Polizia locale Claudio Borsani. La sindaca ha dichiarato: «Conosciamo bene la situazione, la seguiamo con la nostra Polizia locale e lo abbiamo già sgomberato. Di più non possiamo fare, non abbiamo gli strumenti».