«Essere stato scelto come tedoforo per la Cerimonia di inaugurazione delle Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 rappresenta il culmine di una carriera dedicata allo sport come strumento di inclusione sociale per le persone con disabilità». Con queste parole, Francesco Mondini di Gerenzano ha espresso la sua intensa emozione mercoledì pomeriggio durante la cerimonia che si è svolta in piazza Duomo a Milano.
Il ruolo di tedoforo
Mondini, ex atleta paralimpico che ha partecipato alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992, è stato nominato tedoforo grazie ai suoi attuali ruoli di prestigio nel mondo sportivo, tra cui la vicepresidenza di «Aus Niguarda» e la presidenza dell’Asd «AUSportiva». A riguardo, spiega: «La prima è un’associazione fondata nel 1998, dedicata alla rappresentanza delle persone con lesione al midollo spinale. Ci impegniamo a integrare il percorso di riabilitazione e a supportare il reparto del Niguarda attraverso nuove tecnologie, rendendo più efficaci le terapie. Aiutiamo le persone a riprogettare la propria vita, puntando alla massima autonomia compatibile con la disabilità». Riguardo ad «AUSportiva», aggiunge: «Collaboriamo con diverse società sportive per promuovere le attività sportive per persone con disabilità motorie e intellettiva relazionale. Vogliamo incentivare la pratica sportiva come strumento per raggiungere autonomia e benessere psicofisico. Non è necessario essere agonisti; l’importante è avvicinarsi allo sport come forma di benessere nel tempo libero. Molti dei nostri ragazzi hanno ottenuto grandi soddisfazioni, partecipando anche alle recenti Olimpiadi di Parigi».
Un percorso di resilienza
Riflettendo sul suo rapporto con lo sport, Mondini afferma: «Prima dell’incidente praticavo calcio, ma dopo quel momento lo sport è diventato per me un modo di riscatto e resilienza, dandomi la forza di andare avanti. Ho esplorato discipline che un tempo non avrei mai considerato. Oggi sono felice della mia vita, anche se avrei preferito poter camminare. Tuttavia, ciò che mi è accaduto non mi ha spezzato. Ho trovato la mia strada e il mio riscatto attraverso le soddisfazioni ottenute nello sport».