Sentenza attesa

Richieste di risarcimento da 700mila euro per violenze su giocatrici di volley

Le legali delle parti civili, dieci ragazze tra i 13 e i 16 anni, hanno presentato le loro richieste. La difesa sostiene: "Non era consapevole della gravità dei suoi comportamenti"

Richieste di risarcimento da 700mila euro per violenze su giocatrici di volley

Si avvicina la conclusione del dibattimento: il 16 maggio il Tribunale di Varese emetterà la sentenza riguardante il 55enne gornatese, ex allenatore di volley, accusato di violenza sessuale aggravata su minore.

Ultima udienza e sentenza in arrivo

Questa mattina, martedì 14 aprile, si è svolta l’ultima udienza davanti al Gup Rosanna Basile. Sono state ascoltate le ultime parti civili che hanno presentato le proprie richieste, mentre la difesa, rappresentata dall’avvocato Marco Natola, ha espresso le proprie considerazioni.

La richiesta di pena del Pubblico Ministero, Maria Claudia Contini, è di 12 anni, 10 mesi e 20 giorni, già ridotta rispetto ai 19 anni e 4 mesi iniziali grazie ai benefici del rito abbreviato.

Le accuse a carico dell’imputato sono severe: 30 capi d’imputazione di violenza sessuale nei confronti di 12 giovani giocatrici della squadra di pallavolo, dieci delle quali si sono costituite parti civili. Le vittime, tutte di età compresa tra i 13 e i 16 anni, avrebbero subito “contatti frequenti” documentati anche da telecamere nascoste installate dai Carabinieri durante le indagini.

Le richieste di risarcimento

Oltre alla richiesta di pena, le parti civili hanno avanzato richieste di risarcimento che complessivamente ammontano a 700mila euro, incluse provvisionali.

“Le parti civili hanno sottolineato i gravi danni subiti a causa del comportamento dell’imputato. Tutte hanno chiesto un risarcimento e attendiamo la sentenza del giudice – ha dichiarato l’avvocato Elisabetta Brusa, che rappresenta alcune delle ragazze – Molte di loro stanno seguendo percorsi di sostegno psicologico per affrontare quanto accaduto. Il percorso di guarigione non si conclude con una sentenza.”

La difesa: mancanza di consapevolezza

Questa mattina ha preso la parola anche la difesa, che non ha richiesto l’assoluzione ma ha chiesto un “contenimento” della pena entro i limiti di legge.

“Il mio assistito – ha dichiarato l’avvocato Notaro all’uscita dall’aula – non era consapevole che i suoi comportamenti potessero avere una gravità eccessiva.”