La Terapia Intensiva Neonatale (TIN) dell’Ospedale Filippo del Ponte di Varese si conferma nel 2025 come un centro d’eccellenza per la cura dei neonati, in particolare per quelli più vulnerabili e prematuri.
Sotto la direzione del professor Massimo Agosti, responsabile del Dipartimento Materno Infantile di ASST Sette Laghi, e con la coordinazione della dottoressa Angela Bossi, la struttura riesce a coniugare altissima competenza clinica, innovazione e una particolare attenzione alla dimensione umana della cura.
I numeri e la qualità dell’assistenza
Nel 2025, sono stati registrati 2.772 nati, di cui 50 neonati con peso inferiore a 1.500 grammi, 14 dei quali sotto i 1.000 grammi. I neonati fragili sono stati 592, inclusi 102 prematuri. Significativi anche i dati sui trasporti neonatali (153) e sugli interventi chirurgici maggiori (27), che dimostrano la complessità dei casi trattati.
Particolarmente rilevante è il tasso di dimissione dei neonati molto prematuri e di peso inferiore ai 1.000 grammi, con una percentuale elevata di casi senza patologie rilevanti al follow-up. Questi risultati evidenziano l’alta qualità dell’assistenza e delle cure fornite.
«Questi risultati dimostrano l’importanza di un lavoro di squadra altamente specializzato e continuo», afferma Agosti. «La nostra Terapia Intensiva Neonatale è un punto di riferimento non solo per la gestione di casi complessi, ma anche per l’attenzione alla qualità della vita futura dei nostri piccoli pazienti. L’obiettivo non è solo curare, ma anche garantire le migliori prospettive di sviluppo possibili».
Un approccio multidisciplinare centrato sulla famiglia
Oltre all’attività clinica, la TIN si distingue per un approccio multidisciplinare e integrato. Il dottor Davide Casella si occupa della riabilitazione oro-faringea, supportando il processo di suzione nei neonati prematuri e in quelli a termine con patologie. La dottoressa Elena Bolis offre un supporto psicologico fondamentale ai genitori, accompagnandoli in percorsi complessi legati alla nascita prematura o alla presenza di patologie.
«La presa in carico del neonato fragile richiede il coinvolgimento attivo della famiglia», sottolinea la dottoressa Bossi. «Per questo abbiamo sviluppato un modello organizzativo che pone i genitori al centro, rendendoli parte integrante del percorso di cura, anche attraverso spazi e servizi pensati per facilitare la loro presenza».
Significativo anche il contributo dell’Associazione TINCONTRO, che promuove iniziative innovative all’interno del reparto. Tra queste, da 15 anni, la Musicoterapia, un progetto ideato dalla dottoressa Barbara Sgobbi, specialista in ambito perinatale e neonatale. Questo intervento, attraverso l’uso terapeutico della musica, favorisce lo sviluppo neurologico dei neonati prematuri e crea un ambiente accogliente e rassicurante per i piccoli e le loro famiglie.