La tensione tra i lavoratori dell’Istituzione Monsignor Zerbi e l’Amministrazione comunale di Saronno ha raggiunto un punto critico. Martedì, l’assemblea generale dei dipendenti ha ufficialmente avviato lo stato di agitazione, mentre Fp Cgil Varese e Uil Fp Varese hanno attivato le procedure previste dalla legge, informando il Prefetto di Varese.
La crisi del dialogo
Secondo i sindacati, la causa scatenante di questa situazione è «l’assoluta mancanza di dialogo e di informazioni», più volte richieste all’Amministrazione comunale. Questa crisi si protrae da mesi, con le organizzazioni sindacali che segnalano come il Comune abbia sostanzialmente escluso l’ente strumentale dal confronto con i rappresentanti dei lavoratori, centralizzando la gestione delle relazioni sindacali. Cgil e Uil sostengono che la scuola venga trattata come un semplice ufficio burocratico: «L’Amministrazione sta gestendo le scuole come degli uffici amministrativi invece che come un sistema scolastico con specificità proprie».
Incertezze sul futuro scolastico
Il problema non è solo di natura organizzativa: l’incertezza regna su questioni concrete e urgenti. Con l’arrivo di giugno, insegnanti, educatrici e operatori scolastici non hanno ancora informazioni su come sarà strutturato il lavoro a settembre. «Siamo giunti al termine dell’anno scolastico e non abbiamo ancora nessuna informazione sull’avvio del successivo», affermano i sindacati in un comunicato stampa congiunto. La precarietà è particolarmente pesante per le lavoratrici a tempo determinato, che «non conoscono il loro destino». A ciò si aggiunge l’incertezza riguardo alla copertura del rapporto educatore-bambini negli asili nido e la mancanza di chiarezza sul numero delle classi nelle scuole dell’infanzia, fattori che rendono impossibile una pianificazione efficace per l’anno scolastico a venire. I sindacati criticano anche un’impostazione di fondo: il tentativo di allineare il sistema organizzativo all’anno solare, invece che all’anno scolastico, una scelta che, sottolineano Cgil e Uil, contrasta con le prassi consolidate in Lombardia. In risposta, hanno avviato formalmente lo stato di agitazione e notificato il Prefetto; sul piano della mobilitazione, è stata convocata un’assemblea generale aperta anche alla cittadinanza per martedì 23, dalle 14 alle 16, in presidio davanti alla sede comunale di piazza Repubblica. I sindacati invitano i genitori e la popolazione a partecipare per sostenere le rivendicazioni di insegnanti, educatrici e operatori scolastici.
Possibili conseguenze dello sciopero
Se l’Amministrazione non dovesse rispondere alle richieste dei sindacati, le conseguenze potrebbero essere gravi: «Se non dovessero arrivare notizie, le lavoratrici e i lavoratori sono pronti a scioperare all’inizio del prossimo anno scolastico, anche ad oltranza, nel caso in cui l’Amministrazione comunale continui a ignorare le istanze avanzate». I comunicati, firmati da Davide Farano per Fp Cgil Varese e Daniele Ballabio per Uil Fp Varese, sono stati inviati alla presidente dell’Istituzione Zerbi, alla sindaca Ilaria Pagani, al capo delegazione parte pubblica dell’Istituzione e, per conoscenza, al comandante della Polizia Locale.