Nel secondo trimestre del 2026, l’indagine congiunturale del Centro studi di Confindustria Varese sull’industria varesina evidenzia una continua crescita della produzione, sebbene il saldo si collochi leggermente al di sotto di quello registrato nei primi tre mesi dell’anno, con significative variazioni tra i diversi settori.
Produzione e previsioni
Il saldo complessivo delle risposte mostra un incremento del +23,2 punti percentuali: il 49,9% delle imprese riporta un aumento dei livelli produttivi, il 23,4% stabilità e il 26,7% una diminuzione. Gli ordinativi complessivi presentano un saldo di +1,4 p.p., mentre gli ordini esteri si attestano a +10,0 p.p. Tuttavia, le previsioni per il III trimestre sono negative, con un saldo di -6,9 p.p., in parte dovuto al consueto calo estivo della produzione. Si osservano differenze marcate tra i settori: il chimico-farmaceutico ha mantenuto solidi livelli di produzione e ordini, mentre il metalmeccanico mostra un consuntivo positivo ma una domanda in flessione. Il settore moda si avvicina all’equilibrio, con attese e ordinativi lievemente negativi, mentre il comparto gomma-plastica presenta una forte divergenza tra ordini complessivi ed esteri.
Contesto nazionale e impatti esterni
Le imprese varesine operano in un contesto caratterizzato da incertezze. Il cessate il fuoco tra USA e Iran, terminato l’8 luglio, ha riacutizzato le tensioni, con impatti sui costi dell’energia e sulle catene di fornitura. Dopo un picco medio di 104 dollari al barile a maggio, il prezzo del Brent è sceso a 74 dollari a fine giugno, per risalire oltre gli 80 dollari a metà luglio. Il gas TTF ha visto fluttuazioni simili, passando da 41 euro per MWh a quasi 60 euro. In Italia, l’inflazione ha raggiunto il +3,2% a maggio e il +3,0% a giugno, mentre la BCE ha aumentato i tassi ufficiali al 2,25%. Questi fattori continuano a comprimere margini e investimenti.
Tensioni in Medio Oriente e loro effetti
Il focus dell’indagine rivela un impatto significativo delle tensioni in Medio Oriente: il 54,8% degli intervistati considera la situazione grave e duratura, mentre il 14,3% la valuta significativa ma temporanea. Il trasferimento dei costi sui prezzi di vendita risulta problematico, con il 59,5% delle imprese che non riesce ad applicarlo, il 23,8% che lo ha fatto solo parzialmente e il 7,1% in misura trascurabile. Solo il 2,4% ha trasferito quasi integralmente i costi, mentre il 4,8% non ha rilevato aumenti significativi.
Settore metalmeccanico
Nel settore metalmeccanico, il II trimestre 2026 ha visto una crescita: il 40,3% delle imprese segnala un aumento, il 36,3% stabilità e il 23,4% una diminuzione, con un saldo di +16,8 p.p. Tuttavia, le previsioni per il III trimestre sono negative, con un saldo di -5,8 p.p. Gli ordinativi complessivi restano sostanzialmente stabili, mentre quelli esteri mostrano un calo significativo. Questi dati indicano che, sebbene la produzione attuale benefici di commesse pregresse, la domanda futura appare più incerta.
Nel secondo trimestre 2026, l’INPS ha registrato nel settore metalmeccanico 762.468 ore di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2025 ma in calo anche rispetto al primo trimestre 2026. Nel complesso, sono state autorizzate 992.830 ore di Cassa Integrazione nel settore, con una riduzione rispetto al 2025 e un calo significativo rispetto al primo trimestre 2026.
Settore moda
Nel settore moda, il II trimestre 2026 evidenzia un sostanziale equilibrio: il 46,3% delle imprese segnala un aumento della produzione, il 7,3% stabilità e il 46,4% una diminuzione, con un saldo di -0,2 p.p. Le previsioni per il III trimestre sono leggermente negative, con un saldo di -7,1 p.p. Anche gli ordini complessivi e quelli esteri rimangono deboli, evidenziando la fragilità della domanda internazionale.
Nel secondo trimestre 2026, sono state autorizzate nel settore moda 712.668 ore di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, in aumento rispetto al 2025 ma in calo rispetto al primo trimestre 2026.
Settore chimico-farmaceutico
Il comparto chimico-farmaceutico continua a presentare un quadro solido: l’88,4% delle imprese segnala un aumento della produzione, con un saldo di +76,8 p.p. Gli ordinativi mostrano anch’essi saldi positivi. Le previsioni per il III trimestre restano incoraggianti, con un saldo di +12,1 p.p.
Settore gomma-plastica
Nel comparto gomma e plastica, il saldo della produzione nel II trimestre è positivo (+35,6 p.p.), ma le attese per il III trimestre sono negative (-27,7 p.p.). Gli ordinativi complessivi mostrano una marcata contrazione, con saldo di -53,6 p.p., mentre gli ordini esteri risultano molto favorevoli. La divergenza tra mercato interno ed estero suggerisce una situazione eterogenea tra le imprese.
Nel secondo trimestre 2026, sono state autorizzate nei settori chimico-farmaceutico e gomma-plastica 290.590 ore di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, in calo rispetto al 2025 e al primo trimestre 2026. Complessivamente, sono state autorizzate 444.288 ore di Cassa Integrazione, con un calo rispetto al primo semestre 2025.