Oggi si è svolta la sentenza per il processo relativo all’omicidio di Andrea Bossi, avvenuto il 26 gennaio 2024 a Cairate. La Corte d’Assise di Busto Arsizio ha deliberato dopo sei ore e mezza di camera di consiglio.
Il caso di Cairate
Il Tribunale di Busto Arsizio ha concluso il processo sull’omicidio di Andrea Bossi, un 26enne ucciso nella propria abitazione. Gli imputati, Douglas Carolo e Michele Caglioni, erano accusati di omicidio in concorso, con aggravante di premeditazione. La pubblica accusa aveva richiesto per entrambi l’ergastolo e 18 mesi di isolamento diurno.
Il processo, avviato lo scorso marzo, ha messo in luce un interrogativo cruciale: chi ha inferto il colpo mortale, una coltellata alla gola? Sebbene il dubbio non sia stato risolto, non ha influito sull’accusa, che ha sostenuto la responsabilità congiunta dei due imputati. Le difese, invece, hanno chiesto l’assoluzione, attribuendo la colpa all’altro.
Le linee difensive
Secondo la difesa di Carolo, è stato Caglioni a uccidere Bossi in un momento di follia. Carolo, legato sentimentalmente alla vittima, si sarebbe recato a casa di Bossi per un incontro che non si sarebbe concretizzato, in cambio di denaro necessario per risolvere una denuncia di truffa. Durante la serata, Caglioni avrebbe aggredito Bossi prima con una padella e poi con un coltello.
La difesa di Caglioni ha invece presentato una versione differente: il loro intento era furto, puntando su borsoni d’oro del valore di 100mila euro, custoditi dalla vittima. Caglioni, in attesa del complice, avrebbe assistito all’omicidio, dichiarando di aver visto Carolo strangolare e accoltellare Bossi.
La posizione dell’accusa
Per l’accusa, il piano era chiaro: uccidere Bossi. La testimonianza dell’ex fidanzata di Caglioni ha giocato un ruolo cruciale, rivelando un progetto di tortura, omicidio e furto, discusso da Caglioni prima dell’episodio fatale.
La sentenza finale
La Corte d’Assise ha emesso la sentenza dopo un lungo deliberare. Entrambi gli imputati sono stati condannati all’ergastolo e a 9 mesi di isolamento diurno. È stato disposto un risarcimento per i familiari di Andrea Bossi, da stabilire in sede civile, che include 220mila euro per il padre, 220mila euro per la madre e 120mila euro per la sorella.
Commento della famiglia
Dopo la sentenza, il legale della famiglia di Andrea Bossi, Davide Toscani, ha rilasciato alcune dichiarazioni:
“Non possiamo esprimere soddisfazione per un ergastolo, è comunque una condanna a vita. È un ristoro, seppur minimo, per la sofferenza che la famiglia di Andrea ha subito, soprattutto considerando che le scuse degli imputati non sono mai sembrate sincere. Le sentenze vanno rispettate.
Per la famiglia, la parola ergastolo ha un significato profondo. Per loro, non c’è pena sufficiente per compensare la perdita di Andrea, che nessuna sentenza potrà mai restituire. Vorrebbero tornare indietro, ma la sentenza ristabilisce almeno la verità sulla colpevolezza di entrambi.”