A partire da oggi, l’Università degli Studi dell’Insubria ha attivato uno Sportello antiviolenza, in convenzione con la Fondazione Felicita Morandi Ets, all’interno della Rete antiviolenza di Varese. Questo presidio, collocato nel Campus di Bizzozero, si estenderà a breve anche a Como, con l’intento di fornire ascolto, informazioni, prima accoglienza e orientamento verso i Centri antiviolenza e i servizi territoriali. L’obiettivo è contrastare la violenza di genere in tutte le sue forme, che includono aspetti psicologici, fisici, economici, digitali, intra ed extrafamiliari.
Il valore del nuovo servizio
Rossella Dimaggio, assessora ai Servizi educativi del Comune di Varese, ha espresso il suo sostegno alla Rete interistituzionale territoriale, affermando che
«l’apertura di uno Sportello antiviolenza all’interno dell’università è un traguardo fondamentale per la nostra città. Rafforzare la rete di protezione territoriale e promuovere una cultura della prevenzione, del rispetto e della consapevolezza nei luoghi della formazione rappresenta un passo cruciale. È essenziale presidiare i luoghi del sapere frequentati dalle studentesse, poiché crediamo che la prevenzione della violenza di genere debba passare attraverso l’educazione, la prossimità e la possibilità di rivolgersi a persone competenti. Il contrasto alla violenza di genere è un dovere civile. Questo Sportello è un ulteriore tassello della rete interistituzionale della nostra provincia, sottolineando l’impegno costante dell’amministrazione per le pari opportunità tra le nuove generazioni».
Il servizio è stato presentato nel Rettorato di Varese, alla presenza della Rettrice Maria Pierro e delle delegate Paola Biavaschi e Camilla Callegari, insieme a Giovanna Scienza, presidente della Fondazione Felicita Morandi. Ha partecipato anche Loredano Pollegioni, delegato alla Ricerca e Innovazione tecnologica, parte della Commissione pari opportunità di Ateneo, e l’avvocata Anna Danesi, Consigliera di fiducia, a testimonianza dell’impegno dell’università per la tutela delle differenze di genere e il benessere psicologico della comunità accademica.
«L’istituzione di un centro d’ascolto in un luogo simbolo della cultura – ha dichiarato la Rettrice Pierro – ha un valore significativo: offre aiuto concreto in uno spazio dove donne studiano e costruiscono il proprio percorso di emancipazione, e rappresenta un messaggio culturale forte, promuovendo il rispetto e il contrasto a ogni forma di violenza».
Lo Sportello antiviolenza universitario si trova al primo piano del Padiglione Antonini, in via Ottorino Rossi a Varese. Ogni venerdì, dalle ore 14 alle 16, le operatrici del Centro antiviolenza della Fondazione Felicita Morandi saranno disponibili per studentesse e personale femminile dell’Insubria, offrendo ascolto e orientamento. È attivo anche un numero dedicato: 339.4658579.
Per supportare le operatrici, l’università ha istituito due borse di studio, con l’obiettivo di favorire l’intercettazione del disagio e approfondire temi legislativi, inclusa la transizione di genere e gli uomini che subiscono violenza. A breve, aprirà anche l’Osservatorio Oggi, Osservatorio giovanile di genere Insubria, dedicato alla ricerca su eventi non evidenziati e soggetti fragili.
Lo Sportello antiviolenza universitario rappresenta un passo avanti nella collaborazione tra l’Università dell’Insubria e la Fondazione Felicita Morandi, già impegnate nella promozione di azioni di prevenzione e informazione sulle molteplici forme di violenza di genere, rafforzando la rete di supporto territoriale.
Dichiarazioni significative
Giovanna Scienza, presidente della Fondazione Felicita Morandi Ets, ha dichiarato:
«La nostra Fondazione opera a Varese dal 2005, diventando un punto di riferimento per la tutela delle donne vittime di violenza e dei loro figli. Istituire uno sportello d’ascolto in un contesto culturale come l’Università dell’Insubria non è solo un servizio, ma un messaggio potente. La violenza non conosce classi sociali né economiche, è drammaticamente “democratica”. Una società può migliorare solo attraverso opere di cultura concrete. L’educazione a chiedere aiuto e a denunciare deve iniziare nei luoghi di formazione. Con questo presidio nel Campus di Bizzozero, vogliamo offrire un supporto sicuro e competente alle studentesse e al personale femminile».
Paola Biavaschi, delegata all’Uguaglianza di genere e alle Pari opportunità, ha aggiunto:
«In un contesto in cui la violenza contro le donne continua a registrare numeri allarmanti, l’università vuole essere un punto di riferimento per eventuali situazioni di disagio, orientando verso i servizi della rete territoriale».
Infine, Camilla Callegari, delegata alle politiche sulla Disabilità e al benessere psicologico, ha commentato:
«Il nuovo Sportello rappresenta un luogo di ascolto accessibile, uno spazio protetto che favorisce l’emersione precoce di situazioni di fragilità, inserendosi nelle azioni dedicate al benessere della comunità accademica».