Grossi confermato Ecdc

Paolo Grossi rieletto nel Comitato europeo dell’Ecdc

Il professore rappresenterà l’Italia nel Comitato di coordinamento della rete Soho per il triennio 2026-2029.

Paolo Grossi rieletto nel Comitato europeo dell’Ecdc

Il professor Paolo Grossi, ordinario di Malattie infettive presso l’Università degli Studi dell’Insubria di Varese e direttore della Clinica di Malattie infettive e tropicali dell’Asst Sette Laghi, è stato riconfermato nel Comitato di coordinamento della rete Soho (Substances of human origin) dell’Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control) per il periodo 2026-2029. In qualità di National focal point per gli organi destinati al trapianto, continuerà a rappresentare l’Italia su mandato del Ministero della Salute.

Un ruolo di leadership

Durante il suo precedente mandato (2023-2025), il professor Grossi è stato eletto presidente della rete, un incarico che potrebbe proseguire anche nel nuovo triennio.

Funzioni del Comitato di coordinamento

Il Comitato di coordinamento della rete Soho riunisce esperti europei che supportano l’Ecdc, per conto della Commissione europea, nelle attività di coordinamento e nella definizione delle strategie per garantire la sicurezza delle sostanze di origine umana – tra cui organi, tessuti, cellule, sangue e materiali per la procreazione medicalmente assistita – utilizzate per trapianti e altre terapie.

Come indicato in una nota dell’Università, durante il precedente mandato, il Comitato ha elaborato, su incarico della Commissione europea, nuove linee guida sulla sicurezza delle sostanze di origine umana relative a Hiv, virus dell’epatite B e virus dell’epatite C, già pubblicate. Le linee guida per la sifilide e l’Htlv sono attualmente in fase di pubblicazione, mentre sono in corso lavori sulle raccomandazioni riguardanti le arbovirosi.

Questa conferma rappresenta un significativo riconoscimento dell’attività scientifica e istituzionale del professor Paolo Grossi, considerato un punto di riferimento per la ricerca e l’attività clinica all’Università dell’Insubria e all’Asst Sette Laghi.