Sabato 17 gennaio 2026, a Luino, è stato presentato il progetto “Più Oratorio tra monti e lago – luoghi di crescita e di relazione”. L’iniziativa è promossa da alcune parrocchie del Decanato di Luino, che hanno unito le forze per partecipare al bando “Porte Aperte” di Fondazione Cariplo e della Fondazione Comunitaria del Varesotto.
Un progetto per i giovani
Il progetto, che avrà una durata di due anni, mira a strutturare e rafforzare le proposte educative negli oratori per preadolescenti, adolescenti e giovani, compresi coloro che non frequentano abitualmente questi spazi. Ciò avverrà grazie alla presenza di educatori professionali e al supporto di volontari e delle realtà locali, tra cui le parrocchie di Castelveccana, Germignaga, Luino, Dumenza e Maccagno, oltre alle cooperative San Martino ed Eureka. Sono previsti anche momenti di formazione per gli adulti delle comunità, con l’obiettivo di sottolineare che l’educazione è una responsabilità condivisa.
All’evento hanno partecipato, oltre al sindaco Enrico Bianchi, esponenti delle Forze dell’ordine e sacerdoti del Decanato di Luino, il Prefetto di Varese Salvatore Pasquariello. Il Prefetto ha invitato a riflettere sulla ricerca di senso che caratterizza i giovani di oggi, anche nel territorio varesotto, affermando che “i nostri giovani portano nel cuore domande grandi. A volte non sanno neppure come formularle, ma le sentono dentro … Sono domande di senso, e nessun ragazzo può crescere senza incontrare qualcuno che abbia il coraggio di prenderle sul serio”.
Richiamando l’attenzione sulle responsabilità degli adulti, il Prefetto ha citato i risultati di uno studio recente dell’Università di Bergamo. Questo studio mostra che, sebbene molti adolescenti considerino il denaro una priorità, la maggioranza di loro è preoccupata per la guerra e la violenza, in particolare per i femminicidi. Tali preoccupazioni devono stimolare le domande giuste, spingendo i ragazzi a interrogarsi sul significato della vita e sui valori per cui vale la pena impegnarsi. In questo contesto, l’oratorio si configura come un segno della comunità che, assumendo la responsabilità della formazione e della cura dei giovani, non delega ad altri questo compito.
In conclusione, il Prefetto ha espresso gratitudine agli organizzatori del progetto, ringraziandoli per il “più” che stanno seminando oggi.