Polmoni donati

Primo prelievo di polmoni da donatore a cuore fermo non controllato a Busto Arsizio

Il Direttore Generale Daniela Bianchi: “In un momento di grande dolore, ha scelto di donare, dimostrando altruismo e amore”.

Primo prelievo di polmoni da donatore a cuore fermo non controllato a Busto Arsizio

Si è svolto presso il Presidio Ospedaliero di Busto Arsizio il primo prelievo di polmoni e multi-tessuto da un donatore a cuore fermo non controllato. Per l’ASST Valle Olona, questo rappresenta il primo percorso di donazione di questo tipo, caratterizzato da difficoltà operative legate alle tempistiche e all’organizzazione necessaria.

Percorso di donazione innovativo

Il gesto di altruismo del donatore e della sua famiglia ha portato al trapianto dei polmoni al Policlinico di Milano. Il donatore, colpito da un grave malore il 10 marzo, è deceduto nonostante le manovre di rianimazione. Accertata la morte, è stata avviata la procedura per la donazione degli organi.

Consultato il Sistema Informativo Trapianti (SIT), si è scoperto che il paziente aveva espresso la volontà di donare gli organi. Da quel momento è iniziata una corsa contro il tempo: il prelievo doveva avvenire entro 240 minuti dal decesso. L’attività ha richiesto la sinergia di anestesisti rianimatori, che hanno garantito una conduzione precisa e tempestiva dell’intervento.

Collaborazione tra équipe sanitarie

Un team di professionisti, coordinato dal Coordinamento Ospedaliero di Procurement (COP), ha lavorato in sinergia con il Coordinamento Regionale di Procurement. Grazie a valutazioni cliniche accurate e a un’ottimale preservazione degli organi, l’équipe di chirurgia toracica del Policlinico di Milano ha potuto completare con successo il prelievo.

Successivamente, sono stati prelevati anche i tessuti, grazie al supporto di équipe regionali. La generosità della famiglia del donatore ha così permesso di offrire una nuova speranza a chi necessitava di un trapianto.

Eccellenza nella donazione

Questo risultato dimostra che l’eccellenza nella donazione può essere raggiunta anche in strutture più piccole, grazie a un coordinamento efficace e alla professionalità degli operatori sanitari. Un lungo lavoro di formazione e simulazioni ha preparato il personale a gestire situazioni complesse.

“Questo caso – afferma il Direttore Generale Daniela Bianchi – ci insegna che è possibile trasformare una perdita in continuità, il dolore in speranza, la fine in un nuovo inizio. Ringrazio sinceramente il donatore e la famiglia per il loro esempio di altruismo e amore in un momento così difficile”.