Cerimonia per Di Puppo

Ricordo dell’agente Vincenzo Di Puppo, ucciso in servizio

Il Commissariato di Gallarate celebra il 46esimo anniversario della morte della guardia scelta, decorata con la medaglia d'argento al valor civile.

Ricordo dell’agente Vincenzo Di Puppo, ucciso in servizio

Questa mattina, sabato 7 marzo, il Commissariato di Gallarate ha ospitato una cerimonia in onore della guardia scelta di pubblica sicurezza Vincenzo Di Puppo, caduto nell’adempimento del suo dovere.

Il tragico evento del 7 marzo 1980

Il 7 marzo 1980, la sala radio del Commissariato riceve una chiamata riguardante una rapina in corso presso la gioielleria Manzoni. Quattro malviventi, dopo aver fatto irruzione nel negozio, immobilizzano il titolare, i dipendenti e due clienti, coprendo la vetrina con un telo. Questo particolare attira l’attenzione della guardia scelta Vincenzo Di Puppo e del collega, guardia Fausto Rizzetti, che giungono rapidamente sul posto a bordo di una volante. I due agenti, con prontezza, decidono di intervenire: Di Puppo si dirige verso l’ingresso principale, mentre Rizzetti si sposta verso il retrobottega.

Le conseguenze dell’intervento

Non lontano, un’auto parcheggiata effettua una manovra brusca, affiancando gli agenti. Da quel veicolo partono una serie di colpi che colpiscono gravemente entrambi i colleghi. Di Puppo viene ferito anche da uno dei rapinatori, che, affacciatosi all’ingresso della gioielleria, nota i poliziotti. Purtroppo, l’agente perderà la vita prima di arrivare in ospedale.

Il riconoscimento per il suo coraggio

Vincenzo Di Puppo è stato insignito della medaglia d’argento al valor civile, in riconoscimento della sua preparazione professionale, del suo eccezionale coraggio e del suo alto senso del dovere. Questi valori rimarranno un esempio per tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato.

La cerimonia e le autorità presenti

Alla cerimonia hanno partecipato i familiari della guardia scelta Vincenzo Di Puppo, insieme al questore di Varese Carlo Ambrogio Enrico Mazza, ai rappresentanti delle altre forze dell’ordine e a diverse personalità istituzionali locali.