Il progetto FAI ha coinvolto gli studenti dell’Istituto comprensivo Ezio Crespi di Busto Arsizio.
Decoro urbano: i progetti per la città
“Decoro Urbano: diamo tutti una mano” è il titolo del concorso nazionale promosso dal FAI, che ha visto la partecipazione dell’istituto Ezio Crespi. Gli studenti di seconda e terza media hanno avuto l’opportunità di rivitalizzare alcuni luoghi della città, presentando idee e proposte per valorizzarli e renderli nuovamente accessibili alla comunità. I progetti sono stati presentati ufficialmente mercoledì 22 aprile presso il plesso di via Maino.
Presentazione dei progetti
Durante l’evento, dopo i saluti dell’assessore Chiara Rosa Colombo, gli studenti hanno esposto i loro elaborati. Alla manifestazione erano presenti anche la dirigente scolastica Michaela Gornati, la professoressa Mariateresa Dedò e due rappresentanti del FAI. I ragazzi, suddivisi in gruppi, hanno illustrato con impegno i progetti dedicati alla riqualificazione di luoghi significativi come il calzaturificio Borri, il Parco della Vita, il Parco Giotto, l’area “La Buca” e il centro commerciale Ticino, attualmente in disuso.
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Un’esperienza educativa e territoriale
I progetti sono stati realizzati all’interno di un corso extracurricolare pomeridiano, durante il quale gli studenti, guidati dai docenti Giuseppe Sanseverino e Michela Caimi, hanno potuto affrontare problematiche reali. Questa esperienza ha permesso loro di ripensare gli spazi urbani, utilizzando strumenti professionali come bindelle, piantine, misurazioni e rendering, simili a quelli adottati da esperti del settore.
Valore della partecipazione
Numerosi studenti e genitori hanno assistito alla presentazione, seguendo con interesse le esposizioni. I ragazzi, emozionati, hanno ricevuto un caloroso applauso al termine delle loro presentazioni e l’attestato di partecipazione, consegnato dal FAI e dalla scuola. Questo evento ha rappresentato la conclusione di un percorso educativo, durante il quale i ragazzi hanno progettato e affrontato criticità, trovando soluzioni innovative per riqualificare aree della città considerate degradate. «Il lavoro ha favorito un dialogo diretto con la comunità attraverso questionari e interviste per comprendere i reali bisogni, supportati da rilievi e proposte concrete – hanno spiegato i docenti –. È stata un’esperienza fondamentale per credere nei giovani, fornendo loro spazi di responsabilità e cura attiva. Questo percorso ha contribuito in modo significativo alla crescita civica, evidenziando come anche le aree più critiche possano essere ripensate e valorizzate attraverso idee condivise e un forte focus sul bene comune».