assoluzione totale

Arrestato per possesso di droga: dichiarata la sua innocenza

L'istruttoria ha confermato la sua estraneità, rivelando un grave atto di calunnia ai suoi danni

Arrestato per possesso di droga: dichiarata la sua innocenza

Il 25 febbraio 2025, un cittadino italiano di 53 anni, di origine tunisina, è stato arrestato all’aeroporto di Malpensa dopo che, all’interno di un’autovettura da lui noleggiata, è stata trovata circa mezzo chilogrammo di sostanza stupefacente, tra cui hashish e cocaina. Tuttavia, dopo meno di un anno, l’uomo è stato assolto con formula piena, riconosciuto estraneo ai fatti.

Detenzione e Successiva Liberazione

In seguito all’arresto, il 53enne è stato inizialmente detenuto presso la Casa Circondariale di Busto Arsizio. Tuttavia, a seguito di un’istanza di riesame presentata dalla Difesa, la custodia cautelare è stata sostituita con gli arresti domiciliari.

Il 12 gennaio 2026, il Tribunale di Busto Arsizio, sotto la guida del Giudice Cristina Ceffa, ha emesso una sentenza di assoluzione ai sensi dell’art. 530 c.p.p., stabilendo che il fatto non sussiste. L’assoluzione è stata richiesta dallo stesso Pubblico Ministero, il quale ha evidenziato l’esistenza di un procedimento penale parallelo a carico di soggetti noti, in cui il 53enne risulta essere vittima di calunnia.

La Posizione della Difesa

“L’istruttoria ha dimostrato che il 25 febbraio 2025 l’imputato ha perso ingiustamente la propria libertà, probabilmente per essersi opposto a persone sbagliate o per aver collaborato in un contesto caratterizzato da gravi dinamiche criminali”, ha dichiarato l’avvocato Davide Mustari di Varese. “È emerso un fatto inquietante, non isolato nel nostro territorio, rispetto al quale l’imputato chiede e pretende giustizia. Questa sentenza rappresenta l’inizio di un percorso di giustizia.”

Durante la discussione, le parti hanno messo in evidenza la percezione soggettiva degli agenti intervenuti e il comportamento collaborativo del 53enne, oltre alle diverse ricostruzioni dei fatti emerse nel corso del dibattimento.

“L’istruttoria ha accertato la sua totale innocenza, rivelando che è stato vittima di un grave atto calunnioso, un atto mafioso, seguito da un’effrazione all’interno della sua abitazione. Questa sentenza segna solo il primo passo verso la giustizia”, ha concluso Mustari.

Attesa per la Verità

“Il 53enne attende di conoscere l’identità delle persone che lo hanno incastrato e che hanno segnato profondamente la sua vita”, ha affermato l’avvocato Mustari. “Resta in attesa di partecipare a un secondo processo, non vendicativo, ma che affronta con fiducia nelle istituzioni, affinché si accerti la verità e si restituisca un senso alla giustizia, che, dopo averlo assolto, ora deve identificare e punire i responsabili di questa grave vicenda.”