Situazione critica

Irruzioni abusive nel cantiere ex Cantoni di Saronno

Il degrado e l'insicurezza affliggono gli acquirenti del nuovo complesso residenziale, tra atti vandalici e ritardi nella consegna.

Irruzioni abusive nel cantiere ex Cantoni di Saronno

Il nuovo complesso residenziale in costruzione nell’ex area dismessa della Cantoni, situata tra le vie Miola e Don Marzorati a Saronno, sta vivendo una fase critica, trasformandosi in una «terra di nessuno», come lamentano gli acquirenti. Oltre ai pesanti ritardi, che hanno visto la consegna degli appartamenti slittare dalla primavera del 2025 allo scorso gennaio, si aggiungono atti vandalici e irruzioni abusive.

La situazione del cantiere

I lavori, affidati al «Consorzio Abitare» tramite la cooperativa «La Nuova Cantoni», avanzano con grande lentezza. A fine giugno, il cantiere è ancora aperto, creando notevoli disagi economici e personali per i soci acquirenti. La sicurezza è diventata una questione critica, con gli appartamenti lasciati incustoditi e con porte aperte. Un residente ha denunciato intrusioni notturne e diurne, descrivendo una situazione inquietante: «Molti appartamenti vengono lasciati aperti e incustoditi. Degli abusivi senza fissa dimora vi accedono e nel mio, ad esempio, hanno compiuto atti indegni come urinare e defecare nei miei nuovi sanitari». La frustrazione è palpabile: «Ci viene garantito che il cantiere è sicuro, mentre ho prove certe di intrusioni. Ho foto che ritraggono la luce accesa nel mio appartamento di sera, e gli abusivi hanno lasciato le finestre aperte, causando infiltrazioni d’acqua durante le piogge».

Le conseguenze per gli acquirenti

Le testimonianze degli acquirenti confermano l’incubo vissuto. Una proprietaria, salita fino al quinto piano per un sopralluogo urgente in vista di una consegna prevista a fine luglio, ha descritto un quadro igienico allarmante: «I nostri bagni, che fino a due mesi fa erano sigillati, ora sono aperti e sporchi. Ci sono segni evidenti di bivacco interno, con vomito e sporcizia sui pavimenti». Inoltre, le finestre lasciate aperte hanno fatto entrare la pioggia, creando pozze d’acqua che danneggiano i parquet. I soci si sentono abbandonati dai responsabili della cooperativa, che continuano a rassicurarli sulla sicurezza dell’area. «L’amministratore sostiene che l’area sia video-sorvegliata e allarmata, ma non è vero. Queste continue irruzioni rimangono impunite», denunciano i residenti. Il danno psicologico e la frustrazione di vedere i propri alloggi vandalizzati, a un mese dal possibile rogito, si sommano a un pesante onere economico: «Circa mille euro al mese di interessi sui mutui già avviati che vanno in fumo». Una realtà insostenibile per molte famiglie, costrette a pagare affitti extra o a farsi ospitare da parenti, mentre ignoti continuano a bivaccare nelle loro future abitazioni.