Operazione antidroga

Sequestrata cocaina peruviana camuffata da cera d’api

La scoperta è scaturita da una segnalazione della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga di Roma, riguardante un plico sospetto in arrivo in Italia.

Sequestrata cocaina peruviana camuffata da cera d’api

Nel fine settimana scorso, un’operazione congiunta tra Carabinieri e Polizia di Stato della provincia di Varese ha smascherato un canale di importazione internazionale di droga dal Perù, portando all’esecuzione di sei fermi d’indiziato di delitto per importazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Gli spacciatori utilizzavano un metodo ingegnoso, nascondendo chili di cocaina mescolata con cera d’api.

Sequestrata cocaina peruviana camuffata

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, ha visto la collaborazione tra il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Varese, il Commissariato di P.S. di Busto Arsizio, la Squadra Mobile di Varese e la Sezione di p.g. della Polizia di Stato della Procura di Busto Arsizio. Il risultato è stato il sequestro di un carico di cocaina e l’individuazione di una vera e propria “raffineria” di droga.

Il tutto è iniziato con una segnalazione inviata ai Carabinieri di Varese dalla Direzione Centrale dei Servizi Antidroga di Roma, riguardante l’arrivo imminente di un plico sospetto dal Perù. Il carico, apparentemente innocuo, consisteva in 19,5 chilogrammi di cera d’api, ma era contaminato da cocaina.

Un’indagine già avviata

La segnalazione ha evidenziato una chiara convergenza con un’altra indagine condotta dalla Polizia di Stato di Busto Arsizio, anch’essa sotto il coordinamento della Procura di Busto. Questa indagine riguardava il c.d. “spaccio boschivo” a Lonate Pozzolo, e le risultanze investigative avevano già suggerito la presenza di un possibile canale di importazione di droga dal Sudamerica.

Le prime indagini sul plico sospetto hanno rivelato il coinvolgimento di soggetti già noti alle forze dell’ordine, portando così alla cooperazione tra i Carabinieri di Varese e la Polizia di Stato di Varese e Busto Arsizio.

Dopo aver unito le forze, le due Forze di Polizia hanno lavorato insieme per chiudere il cerchio sul canale di importazione e sui destinatari della droga.

Il pacco è stato intercettato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Varese il 16 febbraio all’aeroporto di Linate. A seguito di un provvedimento di “ritardato sequestro”, le analisi hanno confermato la presenza di tracce significative di cocaina all’interno di quello che sembrava solo “cera d’api”.

Consegna controllata

È così iniziata un’operazione di “consegna controllata” del plico ai destinatari nel Comune di Gattinara (VC), in collaborazione con la Polizia di Stato di Busto Arsizio e Varese, anch’esse coinvolte nel servizio di osservazione e monitoraggio.

Il pacco è stato seguito fino a venerdì 27 febbraio, quando gli indagati hanno commesso un errore. Il carico è stato portato in un nascondiglio di fortuna in un boschetto vicino a Prato Sesia (NO).

Carabinieri e Polizia di Stato hanno circondato immediatamente il nuovo nascondiglio. Nella serata stessa, tre degli indagati sono stati bloccati mentre si avvicinavano alla droga. Un quarto uomo è stato arrestato poco dopo durante una perquisizione della sua abitazione a Prato Sesia, dove era stata conservata la droga per 9 giorni. All’interno della casa è stata rinvenuta una rudimentale “raffineria” con sostanze chimiche, polveri e attrezzi utilizzati per la lavorazione della droga. Oltre al carico originale di cera d’api e cocaina, sono stati sequestrati 400 grammi di cocaina, 200 grammi di ketamina, 190 grammi di hashish e oltre 1 chilogrammo di marijuana, insieme a munizioni da caccia di vario calibro e a una carabina ad aria compressa.

Ulteriori fermi

L’operazione non si è fermata ai primi quattro arresti. Il giorno successivo, in seguito a nuove risultanze investigative, gli agenti del Commissariato di Busto Arsizio, unitamente alla Squadra Mobile di Varese e alla Sottosezione Autostradale di P.S. di Romagnano Sesia (NO), hanno fermato un’auto sull’autostrada A26, nei pressi del casello di Romagnano Sesia. A bordo, due cittadini peruviani, complici degli arrestati, stavano cercando di raggiungere l’aeroporto di Orio Al Serio (BG) per imbarcarsi su un volo diretto in Perù, ma sono stati bloccati e arrestati con le stesse accuse.

I sei arrestati, quattro italiani e due peruviani, sono stati trasferiti nelle case circondariali di Novara e Busto Arsizio a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Le indagini sono ancora in corso, coordinate dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio e supportate dalla Direzione Centrale Servizi Antidroga di Roma per il coordinamento internazionale con le autorità peruviane. Questo ha permesso di fare luce su una rete di soggetti capaci di organizzare l’importazione di cocaina direttamente con cartelli criminali sudamericani, rivelando e smantellando un’ulteriore modalità di traffico internazionale di droga.