Il futuro dell'industria

Mercosur: Confindustria avverte, “Un voto contrario penalizzerebbe la nostra industria”

Tre elementi chiave sono in gioco: la credibilità internazionale dell'Europa, il posizionamento geopolitico della UE e il potenziale di crescita dell'economia continentale.

Mercosur: Confindustria avverte, “Un voto contrario penalizzerebbe la nostra industria”

Il Parlamento di Strasburgo si appresta a prendere una decisione cruciale mercoledì 21 gennaio, quando dovrà valutare se richiedere il parere della Corte di Giustizia dell’UE riguardo alla compatibilità degli accordi di libero scambio con i Paesi del Mercosur, firmati il 17 gennaio.

Un voto cruciale per l’industria

“L’eventuale approvazione di una delle due proposte presentate da alcuni eurodeputati comporterebbe la sospensione dell’entrata in vigore dell’accordo. Come Confindustria Varese, speriamo che ciò non accada. È fondamentale che la maggioranza del Parlamento UE, supportata dai nostri rappresentanti nelle istituzioni comunitarie, voti contro la richiesta di parere della Corte di Giustizia, favorendo così l’immediata attuazione della parte commerciale dei trattati. Questo sarebbe vantaggioso per la crescita dell’export della nostra industria in mercati promettenti come Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, che contano 300 milioni di consumatori.
Tre fattori fondamentali sono in gioco: la credibilità internazionale dell’Europa, il posizionamento geopolitico della UE e le prospettive di crescita dell’intera economia continentale, incluse quelle italiane e delle aree più industrializzate. Si tratta di considerazioni che superano gli interessi legittimi di una singola categoria, per la quale il Governo ha già ottenuto significative clausole di salvaguardia e garanzie di sussidi nell’ambito della Politica Agricola Comune (PAC).”

La centralità del manifatturiero varesino

“È essenziale sottolineare la capacità dei territori fortemente manifatturieri come quello di Varese di crescere e generare posti di lavoro. Si stima che l’accordo con il Mercosur possa portare a un incremento dell’export del +39% e a una crescita del Pil europeo di 77,6 miliardi di euro entro il 2040. A trarne maggiori benefici saranno settori specializzati come la produzione di macchinari, l’aerospazio, la chimica-farmaceutica, l’occhialeria, la gomma-plastica, e il tessile e abbigliamento. Questi comparti, in cui Varese eccelle, sono profondamente radicati nel nostro territorio. Rischiamo di perdere un’opportunità senza precedenti in un contesto globale sempre più incerto, dove dazi e cambiamenti repentini mettono a rischio la capacità di programmazione delle nostre imprese.”

Le opportunità di export verso il Mercosur

“Non possiamo girarci intorno: un voto contro il Mercosur equivale a un voto contro l’industria, senza alcun dubbio. Proprio per questo sarebbe inaccettabile. Vogliamo parlare di sovranità? Allora dobbiamo affermare che garantire l’immediata attuazione dell’accordo con il Mercosur è una questione di sovranità industriale e di tutela degli interessi nazionali e continentali dell’Europa. Questo è particolarmente rilevante per territori come il Varesotto, che è attualmente la sesta provincia italiana per export verso i Paesi del Mercosur, vantando una bilancia commerciale nettamente positiva (+128 milioni di euro) e un incremento dell’export del +77% negli ultimi cinque anni. Immaginiamo cosa potrebbero realizzare le nostre imprese senza barriere doganali e quali benefici in termini di benessere economico e sociale potrebbero derivarne per le nostre comunità. Le aziende, ostacolate da dazi e conflitti commerciali, temono ora di perdere opportunità di crescita in un’area strategica del mondo, a causa di un voto che potrebbe rappresentare un clamoroso autogol, avvantaggiando chi cerca di indebolire la nostra industria nelle filiere produttive internazionali. Ribadiamo: un voto contro il Mercosur è un voto contro le imprese manifatturiere e contro territori come Varese.”