Crescita dell'export 2025

Settore calzaturiero: crescita dell’export nei primi nove mesi del 2025

In Lombardia, l'export di calzature e componentistica segna un incremento del +9,5% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Settore calzaturiero: crescita dell’export nei primi nove mesi del 2025

Il settore calzaturiero italiano mostra segnali di stabilizzazione in un contesto macroeconomico globale ancora incerto.

Crescita dell’export in Lombardia

Secondo un’indagine congiunturale del Centro Studi di Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici, i dati dei primi nove mesi del 2025 evidenziano un comparto che, sebbene ancora in territorio negativo (-4,1% i ricavi rispetto al gennaio-settembre 2024), sta attenuando la flessione. Il terzo trimestre ha registrato un calo tendenziale del fatturato del -0,9%, un risultato decisamente migliore rispetto alle forti contrazioni osservate nella prima metà dell’anno.

A livello regionale, in Lombardia, l’export di calzature e componentistica ha mostrato un aumento del +9,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le prime cinque destinazioni dell’export lombardo, che coprono il 53% del totale, sono: Svizzera (+5,6%), USA (-11,2%), Francia (+8,8%), Germania (+92,9%) e Cina (-22,1%). A fine settembre, il numero di imprese attive nel settore (calzaturifici e produttori di parti) ha registrato una diminuzione di -22 aziende rispetto al consuntivo del 2024, accompagnata da un saldo negativo di -347 addetti. Le ore di cassa integrazione autorizzate da INPS per le imprese lombarde della filiera pelle nei primi nove mesi del 2025 hanno mostrato una flessione tendenziale del -46,4% rispetto al 2024, con 961mila ore autorizzate, un numero comunque elevato e ben al di sopra dei livelli pre-Covid del 2019.

Il commento del presidente Ceolini

“A livello nazionale, il quadro generale rimane complesso e colpisce anche le fasce più alte dell’offerta. Tuttavia, i dati del terzo trimestre (-0,9% il fatturato rispetto allo stesso periodo del 2024) mostrano una riduzione della caduta e una prima luce in fondo al tunnel recessivo,” ha dichiarato Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici. “Nonostante l’assenza di miglioramenti significativi negli scenari geopolitici, la capacità delle nostre imprese di presidiare i mercati europei e di intercettare la domanda nelle aree più dinamiche, come il Medio Oriente, è fondamentale per affrontare il 2026. Anche se si registrano performance aziendali disomogenee, con alcune realtà ancora in difficoltà, la flessione contenuta attesa nel fatturato settoriale nazionale alla chiusura dell’anno (stimato a 12,8 miliardi di euro, con un -3,1% rispetto al 2024) conferma la resilienza del Made in Italy.”

Info: info@assocalzaturifici.it