Secondo una recente sentenza del Tribunale di Milano, i lavoratori stranieri possono essere assunti anche se il loro permesso di soggiorno ha una durata inferiore a quella del contratto di lavoro proposto. Questa decisione è stata presa in seguito a un ricorso presentato da CGIL LOMBARDIA e NIDIL CGIL, che hanno denunciato una prassi discriminatoria adottata da ADECCO SPA.
Discriminazione nella selezione dei lavoratori
Il Giudice ha riconosciuto che il comportamento di ADECCO SPA, che subordinava le assunzioni alla presentazione anticipata della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno, metteva i lavoratori stranieri in una posizione di svantaggio rispetto agli altri candidati. In particolare, la prassi imponeva ai cittadini stranieri regolarmente soggiornanti di dimostrare di avere già avviato la procedura di rinnovo, una condizione che non è semplice da soddisfare.
Il Giudice ha evidenziato che “pretendere che un gruppo di persone (i lavoratori stranieri con permesso di soggiorno) debba immediatamente (in sede di valutazione assuntiva) produrre la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno è circostanza, in sé, discriminatoria…”.
Obblighi per Adecco Italia
In conseguenza di questa decisione, il Giudice ha ordinato ad ADECCO ITALIA S.P.A. di interrompere la prassi discriminatoria e di adottare misure per garantire che i dipendenti addetti alla selezione non considerino la data di scadenza del permesso di soggiorno nella valutazione dei contratti. È stato stabilito che l’assunzione possa avvenire anche se la scadenza del contratto supera quella del permesso. Inoltre, ADECCO è tenuta a pubblicare la sentenza sulla home page del proprio sito web per garantirne la visibilità.
Marzia Pulvirenti, Segretaria generale di Nidil Cgil Varese, ha commentato la sentenza:
“La pronuncia del Giudice, su azione presentata da CGIL Lombardia, trova riscontro su casi intercettati da Nidil Varese e monitorati da Nidil Lombardia in occasione della stipula di contratti a termine presso la filiale di Malpensa. Adecco chiedeva ai candidati extra UE di anticipare le pratiche di rinnovo laddove il permesso non copriva l’intera durata del contratto. Questa la policy aziendale da noi contestata per violazione delle norme in tema di discriminazione”.