Andrea Fermata, rappresentante di «Fratelli d’Italia», interviene per fare chiarezza sulla situazione del Centrodestra a Gerenzano.
La posizione di Fermata sulla rottura nel Centrodestra
«Inizialmente, esisteva un unico gruppo consiliare, formato come aggregazione civica con l’inclusione di membri di Fratelli d’Italia. Tuttavia, dopo circa un anno dall’insediamento in Consiglio comunale, il consigliere di Fratelli d’Italia, Mattia Falduto, ha legittimamente deciso di costituire un gruppo consiliare autonomo di FdI. Da quel momento, i gruppi consiliari sono diventati due». Fermata sottolinea che il nome del gruppo originario rimane «Centrodestra Gerenzano», ma precisa: «Questa denominazione non riflette più la realtà politica attuale. Il gruppo consiliare che conserva il nome è composto solo da una lista civica e dalla Lega. Ciò genera confusione e una rappresentazione imprecisa, soprattutto per chi legge articoli al di fuori del contesto locale. Chi non conosce a fondo gli equilibri di Gerenzano potrebbe erroneamente ritenere che l’operato, o la mancanza di esso, del cosiddetto “gruppo di centrodestra” includa anche Fratelli d’Italia. Questo non è corretto».
Fermata entra nel merito delle attività consiliari: «Negli ultimi tre anni, quel gruppo ha presentato poche proposte, quasi nessuna interpellanza e nessuna interrogazione. Al contrario, Fratelli d’Italia ha svolto un lavoro consiliare attivo e documentato, presentando interrogazioni e portando avanti un’attività politica coerente. Unificare tutto sotto un’unica etichetta non rende giustizia a questo impegno. Sarebbe più onesto e chiaro chiamare le cose con il loro nome. Se esiste un gruppo composto da lista civica e Lega, sarebbe opportuno che adottasse una denominazione che rifletta la sua vera composizione. Si tratta di una questione di trasparenza e rispetto istituzionale».
Conclude Fermata: «Gerenzano è una comunità dinamica, caratterizzata da sensibilità politiche diverse e un autentico pluralismo. Rappresentare correttamente questa realtà significa rispettare i cittadini e riconoscere il lavoro serio di chi opera all’interno del Consiglio comunale».