La difesa in casa propria

Garavaglia: “Chi si difende in casa propria non è un criminale”

Secondo Garavaglia, la Procura di Busto Arsizio sostiene la versione di Rivolta, attualmente non indagato.

Garavaglia: “Chi si difende in casa propria non è un criminale”

“Quanto accaduto a Lonate Pozzolo è un fatto gravissimo che impone alla politica una posizione chiara e senza ambiguità. Jonathan Rivolta ha reagito istintivamente a un’irruzione notturna violenta nella propria abitazione. È una vittima, non un criminale”.

Il commento di Garavaglia sulla legittima difesa

Queste sono le parole di Christian Garavaglia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Lombardia, che ha presentato una mozione sulla legittima difesa domiciliare dopo gli eventi del 14 gennaio 2025.

“La normativa vigente, a partire dall’articolo 52 del Codice penale, rafforzato dalle riforme del 2006 e del 2019, tutela chi si difende nel proprio domicilio e riconosce il grave turbamento emotivo causato da una minaccia improvvisa a seguito di un’intrusione illegittima, superando il concetto di “eccesso colposo”. Non è accettabile che chi reagisce a una violenza del genere venga esposto al rischio di lunghi, costosi e dolorosi procedimenti giudiziari”.

La situazione di Jonathan Rivolta

Garavaglia evidenzia come la Procura di Busto Arsizio abbia confermato la validità della ricostruzione fornita da Rivolta, il quale non risulta attualmente indagato. “Il fatto che l’abitazione sia stata presidiata dalle forze dell’ordine per prevenire possibili ritorsioni illustra il clima di tensione e intimidazione che ha dovuto affrontare chi è già stato vittima di un’aggressione”.

“La solidarietà espressa dall’assessore regionale alla Sicurezza Romano La Russa va nella direzione giusta. Regione Lombardia deve garantire, se necessario, sostegno legale e psicologico a Jonathan Rivolta e alla sua famiglia”.

Con la mozione, Fratelli d’Italia chiede alla Giunta di coinvolgere il Comune di Lonate Pozzolo in iniziative di tutela per l’aggredito e di rafforzare le azioni per il ripristino della legalità nei territori in cui la presenza di campi nomadi alimenta fenomeni di violenza e microcriminalità.

“La sicurezza e la certezza del diritto vengono prima di tutto. Chi difende la propria vita, quella dei familiari e la propria casa deve sapere di avere lo Stato e le istituzioni dalla propria parte, senza zone grigie”.