Da inizio dicembre, l’ASST Valle Olona ha effettuato oltre 40 interventi chirurgici utilizzando la tecnologia robotica. Il 60% di questi interventi è stato dedicato a patologie oncologiche, compreso un intervento in urgenza chirurgica. Questi risultati segnano un importante passo avanti per l’Azienda, guidata da Daniela Bianchi, portando la chirurgia verso una maggiore precisione, minore invasività e un recupero più rapido per i pazienti.
Tipologie di interventi
Nei primi 30 giorni, gli interventi si sono concentrati principalmente in Urologia e Chirurgia Generale, dirette rispettivamente dal dottor Giovanni Saredi e dalla dottoressa Monica Gualtierotti. Le patologie trattate includono tumori del rene, della prostata, del colon-retto e dello stomaco, oltre a condizioni benigne come ernie di parete, ernie iatali e problemi alla colecisti.
I numeri in crescita fanno già pensare alla creazione di una rete aziendale che coinvolga i chirurghi degli ospedali di Gallarate e Saronno.
Prospettive future
Attualmente, sono programmate quattro sedute settimanali, con l’intento di aumentare questo numero nel prossimo futuro, come comunicato dalla Direzione sanitaria di ASST Valle Olona. Questo progresso è attribuibile all’elevata professionalità del personale infermieristico, che ha mostrato una rapida curva di apprendimento, e al supporto qualificato del team di Anestesia e Rianimazione, guidato dal dottor Daniel Covello.
«L’utilizzo di questo robot offre vantaggi significativi sia per i chirurghi che per i pazienti. Permette interventi più brevi rispetto alla chirurgia laparoscopica, con dissezioni più precise e un post operatorio meno doloroso», spiega il dottor Saredi.
«L’introduzione del robot Da Vinci segna una vera evoluzione nella chirurgia mininvasiva, consentendo interventi più precisi anche in situazioni complesse. Questo rappresenta un notevole vantaggio per i pazienti del territorio, che potranno ricevere cure di alta qualità anche presso l’ASST Valle Olona. Grazie alla formazione continua delle nostre équipe, saremo in grado di garantire un percorso di cura ottimale sotto il profilo chirurgico», aggiunge la dottoressa Gualtierotti.
