Riconoscimento significativo

Premio Elisabetta Fabbrini per l’ASST Valle Olona

Attivati nuovi ambulatori nelle Case di Comunità di Saronno e Busto Arsizio per supportare i pazienti oncologici.

Premio Elisabetta Fabbrini per l’ASST Valle Olona

Un importante riconoscimento per l’ASST Valle Olona: il Dipartimento Oncologico ha ricevuto il Premio Elisabetta Fabbrini durante il XXX Congresso CIPOMO, tenutosi a Roma il 12 e 13 marzo. Il premio è stato assegnato per il progetto “Oncologia di prossimità – presa in carico multidisciplinare del paziente oncologico cronico stabile”.

Premio dedicato alla memoria di una professionista

Questo traguardo rappresenta un motivo di orgoglio per l’Azienda, non solo per il valore intrinseco del progetto, ma anche perché il riconoscimento è dedicato alla memoria di Elisabetta Fabbrini, una professionista che ha lasciato un segno significativo all’interno dell’ASST Valle Olona.

Il progetto è stato presentato dal Dr. Giuseppe Di Lucca, Direttore del Dipartimento Oncologico.

“Il progetto di Oncologia di prossimità è emerso dall’evoluzione dell’oncologia verso una condizione di cronicità, che ha reso necessario un modello di cura in grado di garantire continuità assistenziale, prossimità e presa in carico globale, senza compromettere l’appropriatezza e la sicurezza clinica”, ha spiegato il Dr. Di Lucca. “Il nostro progetto, premiato per l’approccio integrato e interprofessionale, ha considerato i bisogni complessivi dei pazienti, offrendo una presa in carico coordinata e riducendo la frammentazione delle cure”.

Attivazione di nuovi ambulatori oncologici

A partire da ottobre 2025, nelle Case di Comunità di Saronno e Busto Arsizio sono stati attivati ambulatori dedicati al supporto dei pazienti oncologici. A Saronno, sono state create agende per il follow-up oncologico con cadenza quindicinale, mentre a Busto Arsizio sono stati organizzati slot settimanali per i controlli onco-ematologici.

La collaborazione ha coinvolto diverse figure professionali, tra cui oncologi, ematologi, infermieri della Casa di Comunità, Infermieri di Famiglia e Comunità (IFeC), farmacisti, psico-oncologi, dietisti, terapisti della riabilitazione, assistenti sociali e sistemi informativi aziendali.

“Abbiamo implementato un’organizzazione integrata ospedale-territorio per favorire l’oncologia territoriale”, ha continuato il Dr. Di Lucca. “In questo modo, la Casa di Comunità è diventata un centro di competenza e un nodo fondamentale della rete oncologica. I pazienti oncologici cronici stabili vengono seguiti lungo tutto il percorso di cura in un ambiente più accessibile e meno stressante”.

Le strutture ospedaliere beneficiano di questa organizzazione, poiché la pressione su di esse diminuisce, consentendo una maggiore concentrazione su risorse e competenze destinate ai pazienti oncologici acuti.

Un percorso completo per i pazienti

Le Case di Comunità di Saronno e Busto Arsizio offrono un percorso completo, che include il follow-up oncologico territoriale, ambulatori per accessi venosi e medicazioni, monitoraggio degli effetti collaterali e della stabilità clinica, educazione terapeutica e, se necessario, interventi di supporto come psico-oncologia, nutrizione, riabilitazione e servizi sociali.

“Nel 2026, intendiamo consolidare ulteriormente il modello attraverso l’introduzione di strumenti come la telemedicina – televisite e teleconsulti – e l’ampliamento delle prestazioni nelle Case di Comunità, incluse le terapie a bassa intensità e i percorsi di supporto”, ha sottolineato il Dr. Giuseppe Di Lucca.

“Attualmente, l’ospedale continua a svolgere un ruolo centrale come luogo di cura, anche per i pazienti oncologici in condizioni di cronicità e stabilità. Tuttavia, la nostra Azienda ha riconosciuto l’importanza di trasferire competenze e procedure dalla fase cronica dall’ospedale al territorio”, ha concluso John Tremamondo, Direttore Socio Sanitario. “Come evidenziato da AGENAS, è fondamentale rinnovare l’attenzione alla medicina territoriale e sfruttare le nuove opportunità offerte dal PNRR per ripensare l’organizzazione dell’oncologia, puntando sull’integrazione tra ospedale e territorio come modello di riferimento, garantendo qualità, appropriatezza e sostenibilità”.